martedì 28 giugno 2016

Una dune buggy fresca di fabbrica; sarebbe un gesto gentile mandarcela a casa.



Ci sono alcune cose che di sicuro non avrei mai voluto scegliere come primo post del mio blog. Una di queste è la notizia della morte di uno dei miei idoli di ieri e di oggi: qualcuno che ha accompagnato la mia crescita e il mio modo di vedere la vita. Si è spento ieri pomeriggio all'età di 86 anni il nostro amico, Bud Spencer

Non so se vi è mai capitato, ritrovarsi in una calda notte estiva, annoiati col telecomando in mano maledetti da uno zapping compulsivo; saltare da una televendita all'altra, da un film senz'anima all'altro. Poi ad un tratto arriva il brivido lungo la schiena, bastano pochi secondi, pochi frame che hai già visto decine di volte e che ricordi a memoria. Basta poco, come un profumo che ti ricorda la casa della nonna quando eri in vacanza da bambino, un odore pungente che d'un tratto ti riporta ad una cosa familiare, ad un ricordo che ti pareva seppellito. E allora il dito sul telecomando si ferma. Quando sullo schermo il logo ormai fuori moda di Rete4 firma una scena di "Altrimenti ci arrabbiamo" o di "Lo chiamavano Trinità" tutto si ferma; pian piano il telecomando si appoggia sereno al comodino, la serata è risolta, si va a letto soddisfatti della giornata, divertiti e pieni di forza, coraggio e bonarie scazzottate.E' sempre stato così per i film con Bud Spencer e il compare Terence Hill, film di una semplicità tale che oggi sarebbero impossibili da girare, ma con una forza ed una capacità di intrattenimento dalla quale è tuttora difficile staccarsi.

I primi ricordi di Bud sono legati alla mia infanzia e a mio padre. Ricordo che ogni tanto si andava nelle prime videoteche a noleggiare un film. Si parla di film veri, di pizze a 8 mm, non di videocassette. Parliamo di dialoghi e musica accompagnati dal rumore della macchina da presa che proiettava sul muro bianco che poco prima ospitava un quadro ereditato da chissà quale parente.

Ricordo che il commesso faceva uscire dal cassetto cataloghi che mi sembravano enormi, pieni di "cinemini" (locandine) di tantissimi film del momento. Ricordo l'attenzione su quelle illustrazioni bellissime e colorate, mentre mio padre lento le sfogliava. Poi, ad un tratto ecco uno dei brividi che avrei ritrovato in una delle noiose serate d'estate davanti alla TV.


"Voglio questo papà" - i miei occhi si erano fermati davanti ad un bel disegno, tanto realistico da sembrare vero. Due personaggi strani, seduti per terra a gambe conserte: uno di loro magro e biondino, con un baschetto in testa e un sorriso beffardo guardava verso un omone barbuto con un viso imbronciato appoggiato ai due pugnoni.

Stavo per vedere "Altrimenti ci arrabbiamo" e ancora non mi rendevo conto che a breve un mito mi si sarebbe inciso nella testa per sempre.




Il resto, le mangiate di fagioli, le scazzottate senza un filo di sangue, gli sbuffi di Bud, le mele di Terence e i sogni che ne nascevano fanno parte della storia. Una bella storia.

Addio forte omone e grazie.

Andate a fare un salto qui: budterence.tk

5 commenti:

  1. Hai ragione, che momento triste per noi ragazzi di ieri, l'eroe buono non c'è più :(
    Un grosso in bocca al lupo per il tuo blog, sono curiosa di vederne l'evoluzione!

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  2. Tutti a parlare di sto Bud Spenser, ormai era superato, guardiamo al futuro!

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